Il Celeste scaricato

Diciamolo, nessuno punta su di lui. Il lui in questione è il governatore della regione Lombardia, il Celeste alias Roberto Formigoni. Di scandali della politica ne abbiamo sentiti a quantità industriale in questo ultimo periodo. Dalla prova di coraggio de "ER Batman" Francone Fiorito all'igienista dentale, modella, amante ma non politica Nicole Minetti. Per non parlare (anzi, DICIAMOLO!) delle logge a stampo n'drangheta ritrovatesi come per magia sinistra nella regione dove tutto doveva essere perfetto e intoccabile. E invece no! La storia ci dice altro. I tempi poco sospetti ci consegnano un nordismo fuso al pregiudizio estetico sudista. Sottolineatura da penna rossa che evidenzia una divisione mentale, culturale mai esistita. Per i cervelli pensanti, si intende.
Comunque, il governatore Formigoni è stato cacciato nonostante le presunte rassicurazioni che l'ex fedele amico Roberto Maroni aveva pensato bene di costruire intorno alla figura del lecchese Celeste. Il ben servito è arrivato ieri pomeriggio. Un caldo pomeriggio. Formigoni si è presentato davanti alle telecamere sicuro di se stesso, certo di quelle rassicurazioni esposte dal leader del carroccio. Salvo poi ritrattare la propria figura e ammettere una certa preoccupazione mista a freddo sudore dalla fronte a microfoni spenti. Nemmeno l'intervento del Cavaliere Silvio Berlusconi (diciamolo, manco fossimo a Camelot!) ha risolto la questione: "Ci penso io!", aveva detto l'immortale ex premier. Formigoni se l'è presa con tutti: Maroni, Berlusconi, la stampa, la televisione, le radio, la mamma e il papà. Persino con Lecco paese natale che ne ha contestato l'atterraggio per la presentazione del Celeste scrittore. Si andrà al voto, dunque. Presto. Ma il Celeste non ci sta e si ricandiderà.
Diciamolo, caro Celeste: quale assurdo personaggio cittadino troverà mai la volontà di appore una croce sul tuo viso celestiale nel momento della votazione tra le tende e il banchetto? Croce targata a penna... si intende.